Il territorio urbano contemporaneo è sottoposto costantemente a profondi processi di trasformazione che vanno ad incidere in modo disomogeneo sulla propria morfologia e sulle proprie relazioni con lo spazio circostante. Questi nuovi processi presentano caratteristiche completamente differenti da quelle posti al centro della riflessione scientifica dagli studi urbani nel XIX e XX secolo, e in particolar modo dalla scuola di Chicago e dal suo esponente di rilievo Louis Wirth1. Se dimensione, densità ed eterogeneità, utilizzate da Wirth per studiare le caratteristiche delle relazioni sociali e dei modi di pensare e fare nelle società urbane, costituivano i caratteri forti del fenomeno urbano nel XX secolo, la letteratura internazionale odierna, evidenzia come tutto ciò che abbiamo storicamente associato all’idea di “città” sia sottoposto ad una vera e propria riconfigurazione, che coinvolge i caratteri propri dell’urbano, i caratteri propri della cityness2. Consapevoli di questa transizione in atto, si tende a continuare ad analizzare tali processi con modelli di lettura dicotomici, che contrappongono il centro alla periferia, la concentrazione alla dispersione, l’eterogeneità all’omogeneità e che non riescono invece a cogliere la transizione in atto. Da ormai un decennio queste riflessioni sono state messe in tensione da una serie di autori che propongono di ragionare in termini di postmetropolitano (Soja, 2000,2011), di suburbano (Keil, 2013) e di planetary urbanization (Brenner, Schmid, 2011) osservando il disporsi di processi di regionalizzazione dell’urbano, cioè al formarsi di regioni urbane nelle quali grandi città e centri di medie e piccole dimensioni, interagiscono nella produzione della condizione urbana contemporanea in forme simili e al contempo diverse dal passato, innescando dinamiche di densità convergente, meccanismi intercalati di omogeneizzazione e differenziazione, regole di prossimità che si dispiegano non più con la sola vicinanza fisica, ma che intercludono flussi cognitivi, organizzativi, sociali e istituzionali. Definire quindi oggi che cos’è la “città” e quali sono i suoi confini, risulta essere estremamente arduo e complesso. La città è onnipresente, un’entità in continua evoluzione che sembra sfuggire a ogni tentativo di fissazione, di determinazione (Amin, Thrift, 2005). Una delle cause di questa “dissoluzione urbana” va ricercata nel fenomeno della globalizzazione (Soja, 2011), a cui viene generalmente associato un processo di progressiva omogeneizzazione del mondo, tanto sul piano delle percezioni, quanto sul piano degli sviluppi dei modelli socio-economici in atto. L’immagine che spesso ci viene trasmessa è quella di un mondo “piatto” e “senza confini”, dove le distanze sono abolite e dove i costi di transizione sono abbattuti (Friedmann, 2005). Ad un’analisi più attenta del fenomeno, però emerge quanto tale interpretazione rischi di essere riduttiva, e in certi casi addirittura fuorviante. Da un lato la globalizzazione non muovendosi necessariamente alla stessa velocità e con la stessa coerenza in tutte le sue dimensioni, produce effetti meno omogenei di quanto potrebbe apparire a prima vista. Dall’altro lato, se la globalizzazione è una delle tendenze più evidenti dell’attuale scenario internazionale, l’altra è senza dubbio costituita dalla spinta verso la regionalizzazione. Dalle dinamiche demografiche e migratorie agli sviluppi nel campo economico e dell’innovazione, dalle sfide energetiche e climatiche, sino alla diffusione di democrazia e diritti, la dimensione regionale costituisce una chiave di lettura fondamentale per comprendere, tanto l’articolazione globale di questi fenomeni, quanto la loro diversa declinazione in contesti politici, sociali e culturali differenti. Anziché un mondo piatto e uniforme, l’accostamento di queste due dinamiche ci restituisce un mondo complesso e transcalare, dove i processi di urbanizzazione regionale e i processi di innovazione tecnologica ne sono la più nitida dimostrazione.
L' ecosistema dell'innovazione nei processi di regionalizzazione dell'urbano. Implicazioni per la pianificazione spaziale / Manuel Marin. - (2017).
L' ecosistema dell'innovazione nei processi di regionalizzazione dell'urbano. Implicazioni per la pianificazione spaziale.
Manuel Marin
2017
Abstract
Il territorio urbano contemporaneo è sottoposto costantemente a profondi processi di trasformazione che vanno ad incidere in modo disomogeneo sulla propria morfologia e sulle proprie relazioni con lo spazio circostante. Questi nuovi processi presentano caratteristiche completamente differenti da quelle posti al centro della riflessione scientifica dagli studi urbani nel XIX e XX secolo, e in particolar modo dalla scuola di Chicago e dal suo esponente di rilievo Louis Wirth1. Se dimensione, densità ed eterogeneità, utilizzate da Wirth per studiare le caratteristiche delle relazioni sociali e dei modi di pensare e fare nelle società urbane, costituivano i caratteri forti del fenomeno urbano nel XX secolo, la letteratura internazionale odierna, evidenzia come tutto ciò che abbiamo storicamente associato all’idea di “città” sia sottoposto ad una vera e propria riconfigurazione, che coinvolge i caratteri propri dell’urbano, i caratteri propri della cityness2. Consapevoli di questa transizione in atto, si tende a continuare ad analizzare tali processi con modelli di lettura dicotomici, che contrappongono il centro alla periferia, la concentrazione alla dispersione, l’eterogeneità all’omogeneità e che non riescono invece a cogliere la transizione in atto. Da ormai un decennio queste riflessioni sono state messe in tensione da una serie di autori che propongono di ragionare in termini di postmetropolitano (Soja, 2000,2011), di suburbano (Keil, 2013) e di planetary urbanization (Brenner, Schmid, 2011) osservando il disporsi di processi di regionalizzazione dell’urbano, cioè al formarsi di regioni urbane nelle quali grandi città e centri di medie e piccole dimensioni, interagiscono nella produzione della condizione urbana contemporanea in forme simili e al contempo diverse dal passato, innescando dinamiche di densità convergente, meccanismi intercalati di omogeneizzazione e differenziazione, regole di prossimità che si dispiegano non più con la sola vicinanza fisica, ma che intercludono flussi cognitivi, organizzativi, sociali e istituzionali. Definire quindi oggi che cos’è la “città” e quali sono i suoi confini, risulta essere estremamente arduo e complesso. La città è onnipresente, un’entità in continua evoluzione che sembra sfuggire a ogni tentativo di fissazione, di determinazione (Amin, Thrift, 2005). Una delle cause di questa “dissoluzione urbana” va ricercata nel fenomeno della globalizzazione (Soja, 2011), a cui viene generalmente associato un processo di progressiva omogeneizzazione del mondo, tanto sul piano delle percezioni, quanto sul piano degli sviluppi dei modelli socio-economici in atto. L’immagine che spesso ci viene trasmessa è quella di un mondo “piatto” e “senza confini”, dove le distanze sono abolite e dove i costi di transizione sono abbattuti (Friedmann, 2005). Ad un’analisi più attenta del fenomeno, però emerge quanto tale interpretazione rischi di essere riduttiva, e in certi casi addirittura fuorviante. Da un lato la globalizzazione non muovendosi necessariamente alla stessa velocità e con la stessa coerenza in tutte le sue dimensioni, produce effetti meno omogenei di quanto potrebbe apparire a prima vista. Dall’altro lato, se la globalizzazione è una delle tendenze più evidenti dell’attuale scenario internazionale, l’altra è senza dubbio costituita dalla spinta verso la regionalizzazione. Dalle dinamiche demografiche e migratorie agli sviluppi nel campo economico e dell’innovazione, dalle sfide energetiche e climatiche, sino alla diffusione di democrazia e diritti, la dimensione regionale costituisce una chiave di lettura fondamentale per comprendere, tanto l’articolazione globale di questi fenomeni, quanto la loro diversa declinazione in contesti politici, sociali e culturali differenti. Anziché un mondo piatto e uniforme, l’accostamento di queste due dinamiche ci restituisce un mondo complesso e transcalare, dove i processi di urbanizzazione regionale e i processi di innovazione tecnologica ne sono la più nitida dimostrazione.| File | Dimensione | Formato | |
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