Il contributo analizza il progetto di Giuliana Genta per il complesso eremitico di Santa Maria a Ferrano (Pelago), collocandolo nel dibattito sul riuso dell’architettura storica. Attraverso lo studio dei documenti del Fondo Genta presso l’Archivio Centrale dello Stato, la ricerca ricostruisce un metodo progettuale fondato sull’interrogazione critica della tipologia ecclesiastica. L’inserimento di una seconda abside riconfigura l’aula sacra come “basilica civile”, assumendo valore di dispositivo compositivo. Il progetto evidenzia la capacità dell’intervento contemporaneo di risignificare il patrimonio eremitico mediante segni minimi e una colta rilettura dell’antico. The paper examines Giuliana Genta’s design for the hermitage complex of Santa Maria at Ferrano (Pelago), situating it within the broader debate on the adaptive reuse of historic architecture. Through the analysis of documents preserved in the Genta Collection at the Central State Archives, the study reconstructs a design methodology grounded in the critical reinterpretation of ecclesiastical typology. The introduction of a second apse reconfigures the sacred hall as a “civic basilica,” assuming the role of a key compositional device. The project demonstrates how contemporary intervention can re-signify the hermitage heritage through minimal architectural gestures and a learned reinterpretation of the ancient fabric.
SANTA MARIA A FERRANO: IL SEGNO DI GIULIANA GENTA A PELAGO. UNA RILETTURA CONTEMPORANEA TRA SPAZIO SACRO E DIMENSIONE DOMESTICA / Federico Gracola. - STAMPA. - (2026), pp. 340-345.
SANTA MARIA A FERRANO: IL SEGNO DI GIULIANA GENTA A PELAGO. UNA RILETTURA CONTEMPORANEA TRA SPAZIO SACRO E DIMENSIONE DOMESTICA.
Federico Gracola
2026
Abstract
Il contributo analizza il progetto di Giuliana Genta per il complesso eremitico di Santa Maria a Ferrano (Pelago), collocandolo nel dibattito sul riuso dell’architettura storica. Attraverso lo studio dei documenti del Fondo Genta presso l’Archivio Centrale dello Stato, la ricerca ricostruisce un metodo progettuale fondato sull’interrogazione critica della tipologia ecclesiastica. L’inserimento di una seconda abside riconfigura l’aula sacra come “basilica civile”, assumendo valore di dispositivo compositivo. Il progetto evidenzia la capacità dell’intervento contemporaneo di risignificare il patrimonio eremitico mediante segni minimi e una colta rilettura dell’antico. The paper examines Giuliana Genta’s design for the hermitage complex of Santa Maria at Ferrano (Pelago), situating it within the broader debate on the adaptive reuse of historic architecture. Through the analysis of documents preserved in the Genta Collection at the Central State Archives, the study reconstructs a design methodology grounded in the critical reinterpretation of ecclesiastical typology. The introduction of a second apse reconfigures the sacred hall as a “civic basilica,” assuming the role of a key compositional device. The project demonstrates how contemporary intervention can re-signify the hermitage heritage through minimal architectural gestures and a learned reinterpretation of the ancient fabric.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Gracola_AE26 (compressed).pdf
Accesso chiuso
Tipologia:
Pdf editoriale (Version of record)
Licenza:
Tutti i diritti riservati
Dimensione
8.37 MB
Formato
Adobe PDF
|
8.37 MB | Adobe PDF | Richiedi una copia all'autore |
I documenti in FLORE sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



