Il contributo esplora la dimensione internazionale di Pietro Porcinai (Firenze, 1910-1986), uno tra i paesaggisti italiani del XX secolo più conosciuto e apprezzato all’estero. Cresciuto all’ombra delle siepi di Villa Gamberaia, a Settignano, dove la Principessa rumena Catherine Jeanne Ghyka si stabilisce nel 1896, Porcinai apprende a respirare sin da piccolo l’aria del milieu internazionale e della comunità anglofona e francofona che colonizzava all’epoca le colline fiorentine. Durante la sua lunga avventura umana e professionale, Porcinai manterrà costante l’interesse e la curiosità per ciò che avviene fuori dall’Italia, attraverso i continui contatti con i colleghi di IFLA (alla cui fondazione partecipa come founder member nel 1948 a Cambridge) come sir Geoffrey A. Jellicoe, Dame Sylvia Crowe, René Pechère, Ulla Bodorff. Numerosi anche i premi e i riconoscimenti che attestano la stima che il paesaggista godeva in ambito internazionale, come il prestigioso Anello di Friedrich Ludwig von Sckell, conferitogli nel 1979 dalla Accademia Bavarese delle Belle Arti o la voce dedicata nella Oxford Companion to Gardens nel 1986. Tra i lavori professionali, le commesse ricevute lo hanno portato a lavorare in tutto il mondo, talvolta su richiesta di importanti organismi internazionali, come in occasione della consulenza paesaggistica per lo spostamento dei templi di Abu Simbel in Egitto svolta per l’UNESCO (1963-1971).

Un paesaggista italiano nel mondo. Pietro Porcinai e le relazioni internazionali/An Italian Landscape architect at the global stage. Pietro Porcinai and his international relationships / Tessa Matteini. - STAMPA. - Il giardino italiano del Novecento. Storia, modernità, identità:(2025), pp. 140-148.

Un paesaggista italiano nel mondo. Pietro Porcinai e le relazioni internazionali/An Italian Landscape architect at the global stage. Pietro Porcinai and his international relationships

Tessa Matteini
2025

Abstract

Il contributo esplora la dimensione internazionale di Pietro Porcinai (Firenze, 1910-1986), uno tra i paesaggisti italiani del XX secolo più conosciuto e apprezzato all’estero. Cresciuto all’ombra delle siepi di Villa Gamberaia, a Settignano, dove la Principessa rumena Catherine Jeanne Ghyka si stabilisce nel 1896, Porcinai apprende a respirare sin da piccolo l’aria del milieu internazionale e della comunità anglofona e francofona che colonizzava all’epoca le colline fiorentine. Durante la sua lunga avventura umana e professionale, Porcinai manterrà costante l’interesse e la curiosità per ciò che avviene fuori dall’Italia, attraverso i continui contatti con i colleghi di IFLA (alla cui fondazione partecipa come founder member nel 1948 a Cambridge) come sir Geoffrey A. Jellicoe, Dame Sylvia Crowe, René Pechère, Ulla Bodorff. Numerosi anche i premi e i riconoscimenti che attestano la stima che il paesaggista godeva in ambito internazionale, come il prestigioso Anello di Friedrich Ludwig von Sckell, conferitogli nel 1979 dalla Accademia Bavarese delle Belle Arti o la voce dedicata nella Oxford Companion to Gardens nel 1986. Tra i lavori professionali, le commesse ricevute lo hanno portato a lavorare in tutto il mondo, talvolta su richiesta di importanti organismi internazionali, come in occasione della consulenza paesaggistica per lo spostamento dei templi di Abu Simbel in Egitto svolta per l’UNESCO (1963-1971).
2025
978-88-492-5424-2
Il giardino italiano del Novecento. Storia, modernità, identità
140
148
Tessa Matteini
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