Il contributo sostiene che le grandi trasformazioni contemporanee – declino demografico, migrazioni, disuguaglianze socio-spaziali, crisi climatica e transizione digitale – non rappresentano fenomeni indipendenti, bensì manifestazioni convergenti di una profonda crisi dei modelli di sviluppo e di governo del territorio costruiti nel Novecento. Attraverso una lettura critica dei principali rapporti internazionali e nazionali pubblicati tra il 2024 e il 2025, il contributo evidenzia come tali processi richiedano un ripensamento radicale del ruolo dell'urbanistica. Lo spopolamento è interpretato come una condizione strutturale che apre a nuove politiche dell'abitare; le migrazioni come componente ordinaria delle società contemporanee e fattore di riequilibrio territoriale; la resilienza socio-ecologica come progetto politico fondato sulla giustizia ambientale; la digitalizzazione come nuova infrastruttura della cittadinanza e dell'equità territoriale. Da questa ricomposizione emerge la necessità di superare una pianificazione orientata prevalentemente alla regolazione dell'espansione urbana per approdare a una pianificazione trasformativa, capace di integrare rigenerazione urbanistica, inclusione sociale, infrastrutture digitali e governance multilivello. Il piano non è più concepito come semplice strumento regolativo, ma come dispositivo di costruzione dell'azione pubblica, in grado di orientare le trasformazioni dell'esistente attraverso criteri di qualità dell'abitare, giustizia spaziale e sostenibilità. In questa prospettiva, la rigenerazione urbanistica assume il carattere di politica ordinaria del territorio e la pianificazione torna ad essere un sapere critico e operativo, chiamato a ricomporre i frammenti della città contemporanea e a costruire nuove condizioni di coesione, equità e diritto alla città nel lungo periodo. La tesi finale del contributo è che la pianificazione trasformativa non consiste nell'aggiungere nuove politiche al piano, ma nel ricomporre, entro un'unica strategia di governo del territorio, i frammenti demografici, sociali, ambientali e digitali prodotti dalla mondializzazione.

Mondializzazione e disuguaglianze socio-spaziali: quali indicazioni per l’urbanistica / Giuseppe De Luca. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 137-148.

Mondializzazione e disuguaglianze socio-spaziali: quali indicazioni per l’urbanistica

Giuseppe De Luca
Writing – Review & Editing
2026

Abstract

Il contributo sostiene che le grandi trasformazioni contemporanee – declino demografico, migrazioni, disuguaglianze socio-spaziali, crisi climatica e transizione digitale – non rappresentano fenomeni indipendenti, bensì manifestazioni convergenti di una profonda crisi dei modelli di sviluppo e di governo del territorio costruiti nel Novecento. Attraverso una lettura critica dei principali rapporti internazionali e nazionali pubblicati tra il 2024 e il 2025, il contributo evidenzia come tali processi richiedano un ripensamento radicale del ruolo dell'urbanistica. Lo spopolamento è interpretato come una condizione strutturale che apre a nuove politiche dell'abitare; le migrazioni come componente ordinaria delle società contemporanee e fattore di riequilibrio territoriale; la resilienza socio-ecologica come progetto politico fondato sulla giustizia ambientale; la digitalizzazione come nuova infrastruttura della cittadinanza e dell'equità territoriale. Da questa ricomposizione emerge la necessità di superare una pianificazione orientata prevalentemente alla regolazione dell'espansione urbana per approdare a una pianificazione trasformativa, capace di integrare rigenerazione urbanistica, inclusione sociale, infrastrutture digitali e governance multilivello. Il piano non è più concepito come semplice strumento regolativo, ma come dispositivo di costruzione dell'azione pubblica, in grado di orientare le trasformazioni dell'esistente attraverso criteri di qualità dell'abitare, giustizia spaziale e sostenibilità. In questa prospettiva, la rigenerazione urbanistica assume il carattere di politica ordinaria del territorio e la pianificazione torna ad essere un sapere critico e operativo, chiamato a ricomporre i frammenti della città contemporanea e a costruire nuove condizioni di coesione, equità e diritto alla città nel lungo periodo. La tesi finale del contributo è che la pianificazione trasformativa non consiste nell'aggiungere nuove politiche al piano, ma nel ricomporre, entro un'unica strategia di governo del territorio, i frammenti demografici, sociali, ambientali e digitali prodotti dalla mondializzazione.
2026
9788855229005
Nuove ecologie territoriali. Coabitare mondi che cambiano
137
148
Giuseppe De Luca
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