Il contributo propone un dialogo tra quadri di riferimento teorico-concettuali ed esperienze situate di docenti universitari/e che operano all’interno di istituzioni attraversate da dinamiche strutturali di genere e razzializzazione. A partire da prospettive postumane, femministe e decoloniali, il lavoro esplora come la formazione di educatori/educatrici e insegnanti possa configurarsi come spazio di disobbedienza epistemica e di rielaborazione collettiva delle pratiche di apprendimento. L’analisi si basa su due corsi universitari condotti in Atenei toscani e si avvale di un percorso di inquiry post-qualitativo volto a interrogare la costruzione degli immaginari dominanti di “buon insegnamento” e “buona educazione” e le possibilità di metterli criticamente in tensione. Lungi dall’avanzare soluzioni prescrittive, discutiamo contraddizioni, frizioni affettive ed entanglement relazionali come condizioni generative per ripensare le soggettività professionali e le relazioni pedagogiche.
Scardinare la formazione umanista di educatori/educatrici e insegnanti: figurazioni postumane e decoloniali della pratica didattica / Bracci Francesca, Fabbri Loretta, Giampaolo Mario. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 396-410. (SINESTESIA. Un nuovo paradigma educativo del XXI secolo tra processi, ricerche, pratiche e policy‐making in campo educativo e formativo Lecce 25‐26‐27 settembre 2025).
Scardinare la formazione umanista di educatori/educatrici e insegnanti: figurazioni postumane e decoloniali della pratica didattica
Bracci Francesca
;Fabbri Loretta
;
2026
Abstract
Il contributo propone un dialogo tra quadri di riferimento teorico-concettuali ed esperienze situate di docenti universitari/e che operano all’interno di istituzioni attraversate da dinamiche strutturali di genere e razzializzazione. A partire da prospettive postumane, femministe e decoloniali, il lavoro esplora come la formazione di educatori/educatrici e insegnanti possa configurarsi come spazio di disobbedienza epistemica e di rielaborazione collettiva delle pratiche di apprendimento. L’analisi si basa su due corsi universitari condotti in Atenei toscani e si avvale di un percorso di inquiry post-qualitativo volto a interrogare la costruzione degli immaginari dominanti di “buon insegnamento” e “buona educazione” e le possibilità di metterli criticamente in tensione. Lungi dall’avanzare soluzioni prescrittive, discutiamo contraddizioni, frizioni affettive ed entanglement relazionali come condizioni generative per ripensare le soggettività professionali e le relazioni pedagogiche.| File | Dimensione | Formato | |
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