(IT) Il contributo presenta il progetto museografico del Padiglione Armenia, sviluppato nell'ambito del PRIN 2022 Museo oltre Museo – MOM e dedicato ai monumenti religiosi armeni del Naxçivan, cancellati da distruzioni negli ultimi decenni. A differenza dei padiglioni fiorentini del progetto, collocati nei luoghi dei monumenti scomparsi, il Padiglione Armenia è concepito come un'installazione nomade, smontabile e itinerante, per un'architettura che non ha più una terra; la prima tappa è prevista negli spazi dell'Accademia di Belle Arti di Firenze. Il progetto, ideato da Andrea Ricci, non vuole ricostruire, né monumentalizzare, ma evoca l'assenza attraverso la scomposizione in frammenti delle forme dell'architettura sacra armena, rilette a partire dalla metafora delle "chiese di cristallo" di Cesare Brandi. Il percorso si articola in due dispositivi: un portale d'ingresso sotto il portico e un padiglione interno raccolto, che accoglie le ricostruzioni digitali 3D ipotetiche elaborate dalle fonti d'archivio di Cuneo e Ayvazyan. L'architettura si propone così come spazio di consapevolezza, in cui la memoria viene resa percepibile, senza essere imposta, (EN) This paper presents the museographic project for the Armenia Pavilion, developed within the PRIN 2022 research project Museo oltre Museo – MOM and dedicated to the Armenian religious monuments of Nakhchivan, ruined in recent decades. Unlike the project's Florentine pavilions, which stand on the sites of lost monuments, the Armenia Pavilion is conceived as a nomadic and demountable installation for an architecture that no longer has a land of its own. Designed by Andrea Ricci, the pavilion neither reconstructs nor 'monumentalises': it evokes absence by breaking the forms of Armenian sacred architecture into fragments, reinterpreted through Cesare Brandi's metaphor of the "crystal churches". The route is organised around two devices: an entrance portal beneath the portico and an intimate inner pavilion, which hosts hypothetical 3D digital reconstructions based on archival sources by Cuneo and Ayvazyan. Architecture thus becomes a space of awareness, where memory is made perceptible.

Architettura, memoria e ricostruzione. Il progetto museografico del Padiglione Armenia / Marta Zerbini. - STAMPA. - (2026), pp. 212-221.

Architettura, memoria e ricostruzione. Il progetto museografico del Padiglione Armenia

Marta Zerbini
2026

Abstract

(IT) Il contributo presenta il progetto museografico del Padiglione Armenia, sviluppato nell'ambito del PRIN 2022 Museo oltre Museo – MOM e dedicato ai monumenti religiosi armeni del Naxçivan, cancellati da distruzioni negli ultimi decenni. A differenza dei padiglioni fiorentini del progetto, collocati nei luoghi dei monumenti scomparsi, il Padiglione Armenia è concepito come un'installazione nomade, smontabile e itinerante, per un'architettura che non ha più una terra; la prima tappa è prevista negli spazi dell'Accademia di Belle Arti di Firenze. Il progetto, ideato da Andrea Ricci, non vuole ricostruire, né monumentalizzare, ma evoca l'assenza attraverso la scomposizione in frammenti delle forme dell'architettura sacra armena, rilette a partire dalla metafora delle "chiese di cristallo" di Cesare Brandi. Il percorso si articola in due dispositivi: un portale d'ingresso sotto il portico e un padiglione interno raccolto, che accoglie le ricostruzioni digitali 3D ipotetiche elaborate dalle fonti d'archivio di Cuneo e Ayvazyan. L'architettura si propone così come spazio di consapevolezza, in cui la memoria viene resa percepibile, senza essere imposta, (EN) This paper presents the museographic project for the Armenia Pavilion, developed within the PRIN 2022 research project Museo oltre Museo – MOM and dedicated to the Armenian religious monuments of Nakhchivan, ruined in recent decades. Unlike the project's Florentine pavilions, which stand on the sites of lost monuments, the Armenia Pavilion is conceived as a nomadic and demountable installation for an architecture that no longer has a land of its own. Designed by Andrea Ricci, the pavilion neither reconstructs nor 'monumentalises': it evokes absence by breaking the forms of Armenian sacred architecture into fragments, reinterpreted through Cesare Brandi's metaphor of the "crystal churches". The route is organised around two devices: an entrance portal beneath the portico and an intimate inner pavilion, which hosts hypothetical 3D digital reconstructions based on archival sources by Cuneo and Ayvazyan. Architecture thus becomes a space of awareness, where memory is made perceptible.
2026
979-12-5676-038-1
MOM Museo Oltre Museo 2
212
221
Marta Zerbini
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