L’articolo esamina la lingua dello Statuto di Todi del 1275, a partire dalla denominazione di constitutum, caratteristica della tradizione statutaria toscana e umbra e adoperata nel testo come sinonimo di statutum. Sebbene la compilazione sia interamente latina e non preveda forme generali di traduzione o divulgazione in volgare, quest’ultimo affiora indirettamente nelle pratiche di proclamazione pubblica e, soprattutto, nel lessico. Attraverso il confronto con gli statuti di Perugia, Firenze, Siena e altri comuni dell’Italia centrale, sono analizzate alcune parole significative — fra cui camagnaiolus, morticinus, snaida, ius, ratio e privata — che mostrano la continuità con il latino classico e giuridico, l’apporto germanico e l’influenza crescente della lingua parlata. Ne emerge un rapporto dinamico e osmotico tra latino e volgare, capace di collegare la lingua del diritto anche a quella della poesia, come testimonia il confronto conclusivo con Jacopone da Todi. The article examines the language of the 1275 Statute of Todi, beginning with its designation as a constitutum, a term characteristic of the Tuscan and Umbrian statutory tradition and used in the text as a synonym for statutum. Although the compilation is written entirely in Latin and makes no general provision for translation into or dissemination in the vernacular, the latter emerges indirectly in the practices of public proclamation and, above all, in the vocabulary. By comparing the statutes of Perugia, Florence, Siena, and other communes of central Italy, the article analyses several significant words—including camagnaiolus, morticinus, snaida, ius, ratio, and privata—which reveal continuity with classical and legal Latin, Germanic influence, and the growing impact of the spoken language. What emerges is a dynamic and osmotic relationship between Latin and the vernacular, linking the language of law even to that of poetry, as illustrated by the concluding comparison with Jacopone da Todi.
Tra latino e volgare: la lingua dello statuto [di Todi del 1275] / Federigo Bambi. - STAMPA. - (2026), pp. 311-322.
Tra latino e volgare: la lingua dello statuto [di Todi del 1275]
Federigo Bambi
2026
Abstract
L’articolo esamina la lingua dello Statuto di Todi del 1275, a partire dalla denominazione di constitutum, caratteristica della tradizione statutaria toscana e umbra e adoperata nel testo come sinonimo di statutum. Sebbene la compilazione sia interamente latina e non preveda forme generali di traduzione o divulgazione in volgare, quest’ultimo affiora indirettamente nelle pratiche di proclamazione pubblica e, soprattutto, nel lessico. Attraverso il confronto con gli statuti di Perugia, Firenze, Siena e altri comuni dell’Italia centrale, sono analizzate alcune parole significative — fra cui camagnaiolus, morticinus, snaida, ius, ratio e privata — che mostrano la continuità con il latino classico e giuridico, l’apporto germanico e l’influenza crescente della lingua parlata. Ne emerge un rapporto dinamico e osmotico tra latino e volgare, capace di collegare la lingua del diritto anche a quella della poesia, come testimonia il confronto conclusivo con Jacopone da Todi. The article examines the language of the 1275 Statute of Todi, beginning with its designation as a constitutum, a term characteristic of the Tuscan and Umbrian statutory tradition and used in the text as a synonym for statutum. Although the compilation is written entirely in Latin and makes no general provision for translation into or dissemination in the vernacular, the latter emerges indirectly in the practices of public proclamation and, above all, in the vocabulary. By comparing the statutes of Perugia, Florence, Siena, and other communes of central Italy, the article analyses several significant words—including camagnaiolus, morticinus, snaida, ius, ratio, and privata—which reveal continuity with classical and legal Latin, Germanic influence, and the growing impact of the spoken language. What emerges is a dynamic and osmotic relationship between Latin and the vernacular, linking the language of law even to that of poetry, as illustrated by the concluding comparison with Jacopone da Todi.| File | Dimensione | Formato | |
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