l contributo indaga il ruolo del Sensory Design nei processi contemporanei di cura e rigenerazione dei luoghi, assumendo la percezione multisensoriale come dispositivo progettuale capace di ristabilire una relazione più consapevole tra individuo e ambiente. In opposizione alla prevalenza della dimensione visiva e alla progressiva anestesia sensoriale prodotta dai ritmi, dalle tecnologie e dalle modalità di fruizione della società contemporanea, il saggio propone una rieducazione della percezione fondata sull’attivazione del corpo e dei diversi canali sensoriali. Particolare attenzione è rivolta al concetto di “distanza”, intesa come scarto cognitivo, temporale e percettivo tra l’essere umano e le qualità intrinseche dei luoghi, nonché alla necessità di recuperare forme autentiche di appartenenza e attenzione verso l’ambiente. Attraverso riferimenti teorici e sperimentazioni progettuali, il Sensory Design viene così interpretato non soltanto come pratica estetica, ma come strumento etico ed ecologico di educazione alla percezione. La riattivazione multisensoriale può contribuire a costruire una nuova “distanza di rispetto”, favorendo modalità di abitare fondate sulla reciprocità, sulla consapevolezza e sulla cura dell’ecosistema. In questa prospettiva, educare a percepire significa anche educare al rispetto: il progetto diventa uno strumento attraverso cui riaprire i sensi e tornare ad abitare il mondo non come semplici possessori o spettatori, ma come parti integrate di un ecosistema sensibile.
Sensory Design. Un nuovo approccio per la cura de “L’aiuola che ci fa tanto feroci” / Alfarano, G.. - STAMPA. - (2026), pp. 143-154.
Sensory Design. Un nuovo approccio per la cura de “L’aiuola che ci fa tanto feroci”
Alfarano, G.
2026
Abstract
l contributo indaga il ruolo del Sensory Design nei processi contemporanei di cura e rigenerazione dei luoghi, assumendo la percezione multisensoriale come dispositivo progettuale capace di ristabilire una relazione più consapevole tra individuo e ambiente. In opposizione alla prevalenza della dimensione visiva e alla progressiva anestesia sensoriale prodotta dai ritmi, dalle tecnologie e dalle modalità di fruizione della società contemporanea, il saggio propone una rieducazione della percezione fondata sull’attivazione del corpo e dei diversi canali sensoriali. Particolare attenzione è rivolta al concetto di “distanza”, intesa come scarto cognitivo, temporale e percettivo tra l’essere umano e le qualità intrinseche dei luoghi, nonché alla necessità di recuperare forme autentiche di appartenenza e attenzione verso l’ambiente. Attraverso riferimenti teorici e sperimentazioni progettuali, il Sensory Design viene così interpretato non soltanto come pratica estetica, ma come strumento etico ed ecologico di educazione alla percezione. La riattivazione multisensoriale può contribuire a costruire una nuova “distanza di rispetto”, favorendo modalità di abitare fondate sulla reciprocità, sulla consapevolezza e sulla cura dell’ecosistema. In questa prospettiva, educare a percepire significa anche educare al rispetto: il progetto diventa uno strumento attraverso cui riaprire i sensi e tornare ad abitare il mondo non come semplici possessori o spettatori, ma come parti integrate di un ecosistema sensibile.| File | Dimensione | Formato | |
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