L’ultimo ventennio del Duecento fiorentino ha segnato l’inizio di un periodo straordinariamente fecondo di sperimentazioni e cambiamenti di scala degli edifici, che all’incirca in un cinquantennio ha prodotto, o gettato le basi, di alcune delle maggiori fabbriche costruite nei secoli XIII e XIV a Firenze. I domenicani in Santa Maria Novella (dal 1279) e i francescani in Santa Croce (dal 1295) abbandonarono precedenti chiese per costruire le grandi basiliche; in Santa Reparata (forse dal 1296) si avviò una ristrutturazione poi abbandonata per realizzare l’attuale cattedrale; nel campanile di Santa Maria del Fiore, iniziato nella parte basamentale da Giotto (1334-1337), fu attuato il raddoppio delle strutture murarie perimetrali con l’addizione di un anello interno; il primo nucleo del palazzo del Podestà (1255-1282 ca), fu ampliato nel primo ventennio del trecento triplicandone le primitive dimensioni. L’antecendente di una stagione così eccezionale fu il Battistero, che ebbe un impianto ottagonale cui si aggiunse un anello interno colonnato per realizzare un unico grande spazio coperto da una cupola, allora la maggiore dell’occidente, che potrebbe in qualche modo avere dettato la grande dimensione e le continue sfide architettoniche testimoniate dalle fasi di costruzione delle successive fabbriche fiorentine. Le grandi fabbriche religiose fiorentine attuali sorsero quasi sempre su chiese medievali preesistenti, anche di grandi dimensioni, delle quali talvolta non fu neppure rispettato l’orientamento. Nelle nuove costruzioni, dotate quasi sempre di gradinate esterne, il livello pavimentale fu innalzato rispetto a quello dell’edificio originario, solitamente prossimo al piano di campagna e quasi coincidente con il livello romano della città. E’ questo il caso di quasi tutte le grandi fabbriche prese in esame: Santa Maria Novella, Santa Croce, Santa Maria del Fiore, Badia Fiorentina, Sant’Egidio. Di tutte queste chiese sono state dettagliatamente analizzate le rispettive fabbriche primitive sulla base di nuovi rilievi espressamente eseguiti, e si è individuato il rapporto con le nuove fabbriche e gli eventuali utilizzi delle antiche mura. In Florence the last two decades of the thirteenth century were the beginning of an extraordinarily fertile period of experimentation and change of scale of the buildings. In roughly a half century were executed, or laid the foundations of some of the major buildings elevated in XIII and XIV centuries in Florence. The Dominicans at Santa Maria Novella (from 1279) and the Franciscans at Santa Croce (since 1295) abandoned their earlier churches to build the current great basilicas; in Santa Reparata began a first transformation (perhaps from 1296) then abandoned to build the present cathedral of Santa Maria del Fiore; in its bell tower, the perimeter walls of the lower level, started by Giotto (1334-1337), were doubled with the addition of an inner ring, and the tower was then completed by Talenti; the first palace of the Podesta (1255-1282), was expanded in the first decades of the fourteenth century tripling the size of primitive palace. The precursor of a so great architectural season was the octagonal baptistery, where an inner colonnade was added to create an exceptional wide space covered by a dome, then the greatest on the Western countries; this building could in some way have dictated the large size and the incessant architectural challenges witnessed by the construction phases of the later of Florentine buildings. The current great Florentine churches arose mostly on pre-existing medieval churches, even of large size, and sometimes their original orientation was not even respected. In the new buildings were almost always added outer steps and the floor level was increased compared to that of the original building, which was usually close to ground level and almost coinciding with the level of the Roman city. This is the case with almost all the big churches examined: Santa Maria Novella, Santa Croce, Santa Maria del Fiore, Badia Fiorentina, Sant'Egidio. The primitive structures of all these churches have been analyzed in detail, basing on new surveys specifically performed, and the relationships with the new buildings and any use of their ancient walls have been identified.

I REPERTI IPOGEI DELLE PRIMITIVE SANTA MARIA NOVELLA, SANTA CROCE, SANTA MARIA DEL FIORE, SANT'EGIDIO / L. GIORGI; P.MATRACCHI. - STAMPA. - (2006), pp. 97-111.

I REPERTI IPOGEI DELLE PRIMITIVE SANTA MARIA NOVELLA, SANTA CROCE, SANTA MARIA DEL FIORE, SANT'EGIDIO

GIORGI, LUCA;MATRACCHI, PIETRO
2006

Abstract

L’ultimo ventennio del Duecento fiorentino ha segnato l’inizio di un periodo straordinariamente fecondo di sperimentazioni e cambiamenti di scala degli edifici, che all’incirca in un cinquantennio ha prodotto, o gettato le basi, di alcune delle maggiori fabbriche costruite nei secoli XIII e XIV a Firenze. I domenicani in Santa Maria Novella (dal 1279) e i francescani in Santa Croce (dal 1295) abbandonarono precedenti chiese per costruire le grandi basiliche; in Santa Reparata (forse dal 1296) si avviò una ristrutturazione poi abbandonata per realizzare l’attuale cattedrale; nel campanile di Santa Maria del Fiore, iniziato nella parte basamentale da Giotto (1334-1337), fu attuato il raddoppio delle strutture murarie perimetrali con l’addizione di un anello interno; il primo nucleo del palazzo del Podestà (1255-1282 ca), fu ampliato nel primo ventennio del trecento triplicandone le primitive dimensioni. L’antecendente di una stagione così eccezionale fu il Battistero, che ebbe un impianto ottagonale cui si aggiunse un anello interno colonnato per realizzare un unico grande spazio coperto da una cupola, allora la maggiore dell’occidente, che potrebbe in qualche modo avere dettato la grande dimensione e le continue sfide architettoniche testimoniate dalle fasi di costruzione delle successive fabbriche fiorentine. Le grandi fabbriche religiose fiorentine attuali sorsero quasi sempre su chiese medievali preesistenti, anche di grandi dimensioni, delle quali talvolta non fu neppure rispettato l’orientamento. Nelle nuove costruzioni, dotate quasi sempre di gradinate esterne, il livello pavimentale fu innalzato rispetto a quello dell’edificio originario, solitamente prossimo al piano di campagna e quasi coincidente con il livello romano della città. E’ questo il caso di quasi tutte le grandi fabbriche prese in esame: Santa Maria Novella, Santa Croce, Santa Maria del Fiore, Badia Fiorentina, Sant’Egidio. Di tutte queste chiese sono state dettagliatamente analizzate le rispettive fabbriche primitive sulla base di nuovi rilievi espressamente eseguiti, e si è individuato il rapporto con le nuove fabbriche e gli eventuali utilizzi delle antiche mura. In Florence the last two decades of the thirteenth century were the beginning of an extraordinarily fertile period of experimentation and change of scale of the buildings. In roughly a half century were executed, or laid the foundations of some of the major buildings elevated in XIII and XIV centuries in Florence. The Dominicans at Santa Maria Novella (from 1279) and the Franciscans at Santa Croce (since 1295) abandoned their earlier churches to build the current great basilicas; in Santa Reparata began a first transformation (perhaps from 1296) then abandoned to build the present cathedral of Santa Maria del Fiore; in its bell tower, the perimeter walls of the lower level, started by Giotto (1334-1337), were doubled with the addition of an inner ring, and the tower was then completed by Talenti; the first palace of the Podesta (1255-1282), was expanded in the first decades of the fourteenth century tripling the size of primitive palace. The precursor of a so great architectural season was the octagonal baptistery, where an inner colonnade was added to create an exceptional wide space covered by a dome, then the greatest on the Western countries; this building could in some way have dictated the large size and the incessant architectural challenges witnessed by the construction phases of the later of Florentine buildings. The current great Florentine churches arose mostly on pre-existing medieval churches, even of large size, and sometimes their original orientation was not even respected. In the new buildings were almost always added outer steps and the floor level was increased compared to that of the original building, which was usually close to ground level and almost coinciding with the level of the Roman city. This is the case with almost all the big churches examined: Santa Maria Novella, Santa Croce, Santa Maria del Fiore, Badia Fiorentina, Sant'Egidio. The primitive structures of all these churches have been analyzed in detail, basing on new surveys specifically performed, and the relationships with the new buildings and any use of their ancient walls have been identified.
2006
8881259079
Santa Maria del Fiore. Teorie e storie dell’archeologia e del restauro nella città delle fabbriche arnolfiane
97
111
L. GIORGI; P.MATRACCHI
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