La nascita dell’industrial design viene per consuetudine fatta coincidere con la rivoluzione industriale e con un evento importante come l’Esposizione Universale di Londra del 1850. La Gran Bretagna, con Henry Cole e William Morris, l’Arts & Crafts e il suo apparato industriale, costituì fra Otto e Novecento il centro di elaborazione teorica e pratica della disciplina progettuale, almeno fino alla fondazione del Deutscher Werkbund nel 1907 e lo sviluppo industriale della Germania. Qui personaggi come Michael Thonet e Gottfried Semper produssero i fondamenti pratici e teorici della disciplina ma con scarso successo – se non commerciale per il primo – sia per l’assenza di una struttura industriale adeguata sia per l’ostilità diffusa per una pratica considerata troppo ‘britannica’. Diversa la situazione dell’Austria dove, nel 1866, fu aperto un Museum für Kunst und Industrie sul modello dell’omologo londinese. La rivalutazione della qualità dell’oggetto operata dall’Arts & Crafts in Gran Bretagna e dal Biedermeier in Germania postulava la preminenza del progetto e dunque, in prospettiva del design. Le due vie del design nel ‘secolo della borghesia’, il XIX, erano costituite dal protodesign e dall’industrial design, entrambi tendenti ad una programmatica qualità dell’oggetto, ma solamente il secondo orientato alla produzione seriale. Con l’Art Nouveau la pratica del protodesign ebbe il massimo sviluppo: prodotti artigianali anche in copie multiple, disegnati dai primi maestri del Movimento Moderno. Solo all’alba del Novecento, e poi con la Bauhaus, l‘industrial design divenne una disciplina diffusa e basata su rigorosi fondamenti teorici e ideologici.

I due modelli del design dell'Ottocento / A.D'Auria. - STAMPA. - (2006), pp. 227-258.

I due modelli del design dell'Ottocento

D'AURIA, ANTONIO
2006

Abstract

La nascita dell’industrial design viene per consuetudine fatta coincidere con la rivoluzione industriale e con un evento importante come l’Esposizione Universale di Londra del 1850. La Gran Bretagna, con Henry Cole e William Morris, l’Arts & Crafts e il suo apparato industriale, costituì fra Otto e Novecento il centro di elaborazione teorica e pratica della disciplina progettuale, almeno fino alla fondazione del Deutscher Werkbund nel 1907 e lo sviluppo industriale della Germania. Qui personaggi come Michael Thonet e Gottfried Semper produssero i fondamenti pratici e teorici della disciplina ma con scarso successo – se non commerciale per il primo – sia per l’assenza di una struttura industriale adeguata sia per l’ostilità diffusa per una pratica considerata troppo ‘britannica’. Diversa la situazione dell’Austria dove, nel 1866, fu aperto un Museum für Kunst und Industrie sul modello dell’omologo londinese. La rivalutazione della qualità dell’oggetto operata dall’Arts & Crafts in Gran Bretagna e dal Biedermeier in Germania postulava la preminenza del progetto e dunque, in prospettiva del design. Le due vie del design nel ‘secolo della borghesia’, il XIX, erano costituite dal protodesign e dall’industrial design, entrambi tendenti ad una programmatica qualità dell’oggetto, ma solamente il secondo orientato alla produzione seriale. Con l’Art Nouveau la pratica del protodesign ebbe il massimo sviluppo: prodotti artigianali anche in copie multiple, disegnati dai primi maestri del Movimento Moderno. Solo all’alba del Novecento, e poi con la Bauhaus, l‘industrial design divenne una disciplina diffusa e basata su rigorosi fondamenti teorici e ideologici.
9788802073606
Il secolo della borghesia
227
258
A.D'Auria
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