Il saggio fa parte di una trilogia dedicata allo studio della traduzione dal “De architectura” di Vitruvio di Fabio Calvo Ravennate (Bayerische Staatsbibliothek di Monaco, Cod. It. 37 e 37a), con lo scopo di confermare con prove linguistiche alcuni aspetti attributivi e di datazione legati alla nuova edizione del testo curata da Francesco di Teodoro (gli altri due contributi sono: M. BIFFI, “Primi spunti di analisi linguistica sulla traduzione di Fabio Calvo nella sua nuova edizione”, in “Saggi di letteratura architettonica da Vitruvio a Winckelmann”, I, a cura di Francesco Paolo Di Teodoro, Firenze, Olschki, 2009, pp. 73-88 e M. BIFFI, “Fabio Calvo e Vitruvio: traduzione e traslitterazione”, in “Saggi di letteratura architettonica da Vitruvio a Winckelmann”, III, a cura di Howard Burns, Francesco Paolo di Teodoro e Giorgio Bacci, Firenze, Olschki, 2010, pp. 43-67). Nello specifico il saggio si concentra sull’analisi del libro V del “De architectura”, che risulta particolarmente interessante per il suo valore antiquario e che pertanto può essere indicativo dell’approccio del traduttore, e quindi anche del contesto culturale in cui la traduzione è maturata. La traduzione di Fabio Calvo è stata confrontata con quella di Francesco di Giorgio Martini, con quella, anonima e tuttora inedita, conservata nel codice Ottoboniano 1653 della Biblioteca Apostolica Vaticana, con i brani presenti negli “Spectacula” di Prisciani, e infine con la traduzione a stampa di Cesariano del 1521. Il confronto ha consentito di confermare l’ipotesi che la traduzione del manoscritto di Monaco sia il frutto di un lavoro di gruppo diretto da Fabio Calvo, e in cui importante è il ruolo di Raffaello. Un risultato collaterale della ricerca è stato quello di poter ricondurre, con sicurezza, tramite prove linguistiche, la traduzione del codice Ottoboniano all’ambiente fiorentino di primo Cinquecento. ----- [The theatre of Vitruvius: several lexical observations in the margins of the first translation in the vulgate - The essay is a part of a trilogy dedicated to the study of the translation of “De architectura” by Vitruvius made by Fabio Calvo Ravennate (Bayerische Staatsbibliothek di Monaco, Cod.It. 37 e 37a), with the aim of confirming, thanks to linguistic proofs, several attributive and dating-related aspects connected with the new edition of the text edited by Francesco di Teodoro (the other two contributions are M. BIFFI, “Primi spunti di analisi linguistica sulla traduzione di Fabio Calvo nella sua nuova edizione”, in “Saggi di letteratura architettonica da Vitruvio a Winckelmann”, I, edited by Francesco Paolo Di Teodoro, Firenze, Olschki, 2009, pp. 73-88, and M. BIFFI, “Fabio Calvo e Vitruvio: traduzione e traslitterazione”, in “Saggi di letteratura architettonica da Vitruvio a Winckelmann”, III, edited by Howard Burns, Francesco Paolo di Teodoro and Giorgio Bacci, Firenze, Olschki, 2010, pp. 43-67). In the specific instance, the study concentrates on an analysis of Book V of “De architectura”, which is particularly interesting for its antiquarian value and can therefore be indicative of the translator’s approach and thus also of the cultural context in which the translation matured. Fabio Calvo’s translation has been compared with the one by Francesco di Giorgio Martini, with the anonymous and still unpublished one conserved in the Ottobonian 1653 codex of the Vatican Apostolic Library, with the passages present in Prisciani’s “Specatcula”, and lastly with the translation printed by Cesariano of 1521. The comparison has made it possible to confirm the hypothesis that the translation of the Munich manuscript is the result of the work of a group directed by Fabio Calvo, and in which the role of Raphael is important. A collateral result of the research has been that of being able to trace back, with certainty by means of linguistic proofs, the translation of the Ottoboniano codex to the Florentine ambient of the early 16th century].

Il teatro di Vitruvio: alcune osservazioni lessicali in margine alle prime traduzioni in volgare / M. Biffi. - STAMPA. - (2009), pp. 57-85.

Il teatro di Vitruvio: alcune osservazioni lessicali in margine alle prime traduzioni in volgare

BIFFI, MARCO
2009

Abstract

Il saggio fa parte di una trilogia dedicata allo studio della traduzione dal “De architectura” di Vitruvio di Fabio Calvo Ravennate (Bayerische Staatsbibliothek di Monaco, Cod. It. 37 e 37a), con lo scopo di confermare con prove linguistiche alcuni aspetti attributivi e di datazione legati alla nuova edizione del testo curata da Francesco di Teodoro (gli altri due contributi sono: M. BIFFI, “Primi spunti di analisi linguistica sulla traduzione di Fabio Calvo nella sua nuova edizione”, in “Saggi di letteratura architettonica da Vitruvio a Winckelmann”, I, a cura di Francesco Paolo Di Teodoro, Firenze, Olschki, 2009, pp. 73-88 e M. BIFFI, “Fabio Calvo e Vitruvio: traduzione e traslitterazione”, in “Saggi di letteratura architettonica da Vitruvio a Winckelmann”, III, a cura di Howard Burns, Francesco Paolo di Teodoro e Giorgio Bacci, Firenze, Olschki, 2010, pp. 43-67). Nello specifico il saggio si concentra sull’analisi del libro V del “De architectura”, che risulta particolarmente interessante per il suo valore antiquario e che pertanto può essere indicativo dell’approccio del traduttore, e quindi anche del contesto culturale in cui la traduzione è maturata. La traduzione di Fabio Calvo è stata confrontata con quella di Francesco di Giorgio Martini, con quella, anonima e tuttora inedita, conservata nel codice Ottoboniano 1653 della Biblioteca Apostolica Vaticana, con i brani presenti negli “Spectacula” di Prisciani, e infine con la traduzione a stampa di Cesariano del 1521. Il confronto ha consentito di confermare l’ipotesi che la traduzione del manoscritto di Monaco sia il frutto di un lavoro di gruppo diretto da Fabio Calvo, e in cui importante è il ruolo di Raffaello. Un risultato collaterale della ricerca è stato quello di poter ricondurre, con sicurezza, tramite prove linguistiche, la traduzione del codice Ottoboniano all’ambiente fiorentino di primo Cinquecento. ----- [The theatre of Vitruvius: several lexical observations in the margins of the first translation in the vulgate - The essay is a part of a trilogy dedicated to the study of the translation of “De architectura” by Vitruvius made by Fabio Calvo Ravennate (Bayerische Staatsbibliothek di Monaco, Cod.It. 37 e 37a), with the aim of confirming, thanks to linguistic proofs, several attributive and dating-related aspects connected with the new edition of the text edited by Francesco di Teodoro (the other two contributions are M. BIFFI, “Primi spunti di analisi linguistica sulla traduzione di Fabio Calvo nella sua nuova edizione”, in “Saggi di letteratura architettonica da Vitruvio a Winckelmann”, I, edited by Francesco Paolo Di Teodoro, Firenze, Olschki, 2009, pp. 73-88, and M. BIFFI, “Fabio Calvo e Vitruvio: traduzione e traslitterazione”, in “Saggi di letteratura architettonica da Vitruvio a Winckelmann”, III, edited by Howard Burns, Francesco Paolo di Teodoro and Giorgio Bacci, Firenze, Olschki, 2010, pp. 43-67). In the specific instance, the study concentrates on an analysis of Book V of “De architectura”, which is particularly interesting for its antiquarian value and can therefore be indicative of the translator’s approach and thus also of the cultural context in which the translation matured. Fabio Calvo’s translation has been compared with the one by Francesco di Giorgio Martini, with the anonymous and still unpublished one conserved in the Ottobonian 1653 codex of the Vatican Apostolic Library, with the passages present in Prisciani’s “Specatcula”, and lastly with the translation printed by Cesariano of 1521. The comparison has made it possible to confirm the hypothesis that the translation of the Munich manuscript is the result of the work of a group directed by Fabio Calvo, and in which the role of Raphael is important. A collateral result of the research has been that of being able to trace back, with certainty by means of linguistic proofs, the translation of the Ottoboniano codex to the Florentine ambient of the early 16th century].
9788822259448
Saggi di letteratura architettonica da Vitruvio a Winckelmann. II
57
85
M. Biffi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2158/373217
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