Il reference, inteso come attività di assistenza, consulenza e orientamento svolta dal bibliotecario in risposta alle richieste di informazione poste dal lettore, di ogni specifico lettore, e che si esplica tramite una relazione diretta (in sede) o remota (via internet), costituisce oggi il paradigma più avanzato delle biblioteche e addirittura della teoria biblioteconomica. Il termine inglese non ha un corrispettivo in italiano e ciò è indubbiamente indice dell’assenza del concetto dalla cultura biblioteconomica nazionale. Ciò nonostante, il reference è da tempo motivo d’interesse e di riflessione anche in Italia, dove è stato associato in passato al concetto di consultazione; esso ha tuttavia una valenza più ampia, come dimostrano gli studi di Ranganathan, secondo cui il reference è il servizio tout court della biblioteca: fornire informazioni e fornire documenti a ciascuno secondo le proprie esigenze, mediante un servizio personalizzato, tempestivo ed esauriente. In epoca contemporanea, con internet e con la disponibilità dei cataloghi e dei repertori in linea, il reference dispone di un bacino di reperimento di informazioni e di documenti molto esteso: l’ambito della ricerca si è infatti spostato dalla biblioteca monade fisica alla biblioteca universale virtuale, consultabile tutto il giorno e da ogni parte del mondo, purché collegata alla rete. Non c’è biblioteca, gestita con criteri di efficienza, che non consideri oggi il reference l’attività centrale della propria finalità istituzionale. Il reference investe infatti il centro della mission della biblioteca moderna, incidendo direttamente sui tre elementi che la costituiscono: le raccolte, gli strumenti di mediazione e il lettore. Alla nascita del concetto di reference ritengo non sia estraneo il forte spirito religioso, puritano e calvinista, che caratterizza la società statunitense del secondo Ottocento e che deriva direttamente dall’impostazione culturale ed etica dei Padri pellegrini. Analisi sintetica del concetto di reference da Samuel Swett Green (1876) a Ranganathan, il quale porta all’estremo la visione della biblioteca come servizio, e trasforma il reference in un modello per la biblioteca. È l’intera biblioteca a essere strumento di reference, nella quale servizi bibliotecari e reference si identificano.

Il reference come paradigma della biblioteca / Mauro Guerrini. - STAMPA. - (2009), pp. 9-15.

Il reference come paradigma della biblioteca

GUERRINI, MAURO
2009

Abstract

Il reference, inteso come attività di assistenza, consulenza e orientamento svolta dal bibliotecario in risposta alle richieste di informazione poste dal lettore, di ogni specifico lettore, e che si esplica tramite una relazione diretta (in sede) o remota (via internet), costituisce oggi il paradigma più avanzato delle biblioteche e addirittura della teoria biblioteconomica. Il termine inglese non ha un corrispettivo in italiano e ciò è indubbiamente indice dell’assenza del concetto dalla cultura biblioteconomica nazionale. Ciò nonostante, il reference è da tempo motivo d’interesse e di riflessione anche in Italia, dove è stato associato in passato al concetto di consultazione; esso ha tuttavia una valenza più ampia, come dimostrano gli studi di Ranganathan, secondo cui il reference è il servizio tout court della biblioteca: fornire informazioni e fornire documenti a ciascuno secondo le proprie esigenze, mediante un servizio personalizzato, tempestivo ed esauriente. In epoca contemporanea, con internet e con la disponibilità dei cataloghi e dei repertori in linea, il reference dispone di un bacino di reperimento di informazioni e di documenti molto esteso: l’ambito della ricerca si è infatti spostato dalla biblioteca monade fisica alla biblioteca universale virtuale, consultabile tutto il giorno e da ogni parte del mondo, purché collegata alla rete. Non c’è biblioteca, gestita con criteri di efficienza, che non consideri oggi il reference l’attività centrale della propria finalità istituzionale. Il reference investe infatti il centro della mission della biblioteca moderna, incidendo direttamente sui tre elementi che la costituiscono: le raccolte, gli strumenti di mediazione e il lettore. Alla nascita del concetto di reference ritengo non sia estraneo il forte spirito religioso, puritano e calvinista, che caratterizza la società statunitense del secondo Ottocento e che deriva direttamente dall’impostazione culturale ed etica dei Padri pellegrini. Analisi sintetica del concetto di reference da Samuel Swett Green (1876) a Ranganathan, il quale porta all’estremo la visione della biblioteca come servizio, e trasforma il reference in un modello per la biblioteca. È l’intera biblioteca a essere strumento di reference, nella quale servizi bibliotecari e reference si identificano.
9788860873002
Il Servizio di reference / S.R. Ranganathan ; a cura di Carlo Bianchini ; prefazione di Mauro Guerrini
9
15
Mauro Guerrini
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