Per Pier Luigi Cervellati, la città è “lo sguardo di chi la osserva, e l’animo di chi la vive. Immaginario collettivo e senso di appartenenza. Identità.” Conoscere un paesaggio urbano, riconosciuto patrimonio mondiale dell’umanità, significa individuare quegli elementi qualificanti che rendono unica l’identità di quel sito, riferiti alla cultura dei luoghi. Un sito culturale, come la città di Firenze, è un luogo di interazione complessa tra ambiente, cultura e differenti attori. E’ un sistema culturale, attuale o potenziale, che è parte di un sistema più grande, ed è caratterizzato da relazioni di tipo sociale-cognitivo che attengono alle capacità delle persone che lo abitano di produrre beni e servizi fondati sulla cultura che vengono riconosciuti come identitari (Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali, Commissione Nazionale Siti UNESCO e Sistemi Turistici Locali, Il Modello del Piano di Gestione – Linee guida, Paestum 25 e 26 maggio 2004). Questo sistema complesso è un sistema dinamico ed in continua evoluzione; la stessa concezione di bene culturale è una categoria dinamica in evoluzione storica. Allo stato attuale la pianificazione delle aree urbane, con oggettive difficoltà, sta cercando di superare il concetto dell’ overlay mapping, in quanto si è compreso che gli aspetti qualitativi dei paesaggi urbani non sono la semplice sommatoria di quantità. La qualità sta nelle relazioni. Le relazioni che intercorrono e che danno vita ad una città sono relazioni afferenti ad una visione sistemica del reale riconducibili a modelli biologici non-lineari (CAPRA F., La scienza della vita, Rizzoli, 2002) e quindi vanno studiate in questa ottica sistemica complessa. Se è vero che il rilievo dei dati quantitativi degli organismi architettonici come degli agglomerati urbani o del territorio ha raggiunto oggi la massima accuratezza, grazie alle moderne tecnologie che permettono un controllo di dati numerici, geometrici, topografici per il progetto o per piano, altrettanto non può essere affermato, a nostro avviso, per quanto attiene il rilievo ed la rielaborazione sintetico-critica circa gli aspetti qualitativi. L’immagine del paesaggi urbani che noi oggi viviamo, posseggono una forma che allude ad una sostanza che percepiamo come elemento qualificante o avvolte come degrado. La città cambia la sua dimensione, la struttura economica, l’organizzazione; “cambiano gli abitanti, il modo di usarla, ma tutti questi mutamenti non fanno che riaffermare il valore sociale e civile della città” (INDOVINA F., Nuovo lessico urbano, Franco Angeli 2006). Nell’ambito del progetto delle conoscenze come nei quadri conoscitivi, il rilievo critico è lo strumento con il quale evidenziare gli aspetti qualificanti (o dequalificanti) dell’ambito urbano analizzato. E’ il mezzo attraverso il quale descrivere la semiologia dell’architettura, della città, del paesaggio, ovvero lo strumento in grado di individuare quei segni che rimandano alla cultura e alla storia dei luoghi.

Rilievo critico e aspetti qualitativi dell'immagine urbana / C. CAPITANIO. - STAMPA. - 1(2008), pp. 25-34.

Rilievo critico e aspetti qualitativi dell'immagine urbana

CAPITANIO, CAROLINA
2008

Abstract

Per Pier Luigi Cervellati, la città è “lo sguardo di chi la osserva, e l’animo di chi la vive. Immaginario collettivo e senso di appartenenza. Identità.” Conoscere un paesaggio urbano, riconosciuto patrimonio mondiale dell’umanità, significa individuare quegli elementi qualificanti che rendono unica l’identità di quel sito, riferiti alla cultura dei luoghi. Un sito culturale, come la città di Firenze, è un luogo di interazione complessa tra ambiente, cultura e differenti attori. E’ un sistema culturale, attuale o potenziale, che è parte di un sistema più grande, ed è caratterizzato da relazioni di tipo sociale-cognitivo che attengono alle capacità delle persone che lo abitano di produrre beni e servizi fondati sulla cultura che vengono riconosciuti come identitari (Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali, Commissione Nazionale Siti UNESCO e Sistemi Turistici Locali, Il Modello del Piano di Gestione – Linee guida, Paestum 25 e 26 maggio 2004). Questo sistema complesso è un sistema dinamico ed in continua evoluzione; la stessa concezione di bene culturale è una categoria dinamica in evoluzione storica. Allo stato attuale la pianificazione delle aree urbane, con oggettive difficoltà, sta cercando di superare il concetto dell’ overlay mapping, in quanto si è compreso che gli aspetti qualitativi dei paesaggi urbani non sono la semplice sommatoria di quantità. La qualità sta nelle relazioni. Le relazioni che intercorrono e che danno vita ad una città sono relazioni afferenti ad una visione sistemica del reale riconducibili a modelli biologici non-lineari (CAPRA F., La scienza della vita, Rizzoli, 2002) e quindi vanno studiate in questa ottica sistemica complessa. Se è vero che il rilievo dei dati quantitativi degli organismi architettonici come degli agglomerati urbani o del territorio ha raggiunto oggi la massima accuratezza, grazie alle moderne tecnologie che permettono un controllo di dati numerici, geometrici, topografici per il progetto o per piano, altrettanto non può essere affermato, a nostro avviso, per quanto attiene il rilievo ed la rielaborazione sintetico-critica circa gli aspetti qualitativi. L’immagine del paesaggi urbani che noi oggi viviamo, posseggono una forma che allude ad una sostanza che percepiamo come elemento qualificante o avvolte come degrado. La città cambia la sua dimensione, la struttura economica, l’organizzazione; “cambiano gli abitanti, il modo di usarla, ma tutti questi mutamenti non fanno che riaffermare il valore sociale e civile della città” (INDOVINA F., Nuovo lessico urbano, Franco Angeli 2006). Nell’ambito del progetto delle conoscenze come nei quadri conoscitivi, il rilievo critico è lo strumento con il quale evidenziare gli aspetti qualificanti (o dequalificanti) dell’ambito urbano analizzato. E’ il mezzo attraverso il quale descrivere la semiologia dell’architettura, della città, del paesaggio, ovvero lo strumento in grado di individuare quei segni che rimandano alla cultura e alla storia dei luoghi.
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C. CAPITANIO
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