Intorno al 1260 si portò a termine una cattedrale che per le vicende successive si rivelò intermedia. Si trattava di un edificio avviato con un’abside e un transetto in calcare cavernoso - ne sopravvivono alcuni resti negli ambienti ipogei della cattedrale – portato poi avanti con l’attuale corpo basilicale a tre navate in marmo bianco e verde e concluso con la cupola su pianta esagonale. Durante i lavori di sistemazione dell’abside del 1259 si decise di riutilizzare la precedente cripta ionica, abbassandone i piani pavimentali e gli accessi posteriori verso Vallepiatta; si costruirono anche delle nuove volte poste probabilmente a un livello inferiore di quelle precedenti. Inoltre nel contesto di questa iniziativa venne realizzata la parete in mattoni su cui sono state dipinte le scene della Passione. L’accurato rilievo di tutte le fronti della cripta ha consentito di individuare i numerosi elementi riconducibili all’originaria cripta ionica; in un capitello ionico d’angolo è stata individuata una protome umana inedita che porterebbe a datare la cripta ionica al terzo decennio del XIII secolo. Inoltre le caratteristiche dei pilastri d’angolo fra abside e transetto inducono a ipotizzare che in un primo tempo si intendesse estendere la cripta ionica anche al transetto. Dietro un capitelli ionico non più esistente, posto a coronamento di un peduccio triangolare in muratura dipinta, è stata rinvenuta una traccia di pittura che farebbe pensare a un’ulteriore cripta precedente a quella ionica e forse riconducibile agli iniziali lavori dell’abside e del transetto in pietra calcarea, avviati nella prima metà del XII secolo.

Architettura e pittura nella cripta ionica del duomo di siena / L. Giorgi; P. Matracchi; G. Rocchi Coopmans de Yoldi. - STAMPA. - (2009), pp. 5-29.

Architettura e pittura nella cripta ionica del duomo di siena

GIORGI, LUCA;MATRACCHI, PIETRO;
2009

Abstract

Intorno al 1260 si portò a termine una cattedrale che per le vicende successive si rivelò intermedia. Si trattava di un edificio avviato con un’abside e un transetto in calcare cavernoso - ne sopravvivono alcuni resti negli ambienti ipogei della cattedrale – portato poi avanti con l’attuale corpo basilicale a tre navate in marmo bianco e verde e concluso con la cupola su pianta esagonale. Durante i lavori di sistemazione dell’abside del 1259 si decise di riutilizzare la precedente cripta ionica, abbassandone i piani pavimentali e gli accessi posteriori verso Vallepiatta; si costruirono anche delle nuove volte poste probabilmente a un livello inferiore di quelle precedenti. Inoltre nel contesto di questa iniziativa venne realizzata la parete in mattoni su cui sono state dipinte le scene della Passione. L’accurato rilievo di tutte le fronti della cripta ha consentito di individuare i numerosi elementi riconducibili all’originaria cripta ionica; in un capitello ionico d’angolo è stata individuata una protome umana inedita che porterebbe a datare la cripta ionica al terzo decennio del XIII secolo. Inoltre le caratteristiche dei pilastri d’angolo fra abside e transetto inducono a ipotizzare che in un primo tempo si intendesse estendere la cripta ionica anche al transetto. Dietro un capitelli ionico non più esistente, posto a coronamento di un peduccio triangolare in muratura dipinta, è stata rinvenuta una traccia di pittura che farebbe pensare a un’ulteriore cripta precedente a quella ionica e forse riconducibile agli iniziali lavori dell’abside e del transetto in pietra calcarea, avviati nella prima metà del XII secolo.
9788880169154
Commentari d'arte, anno XIV, n. 41, 2008
5
29
L. Giorgi; P. Matracchi; G. Rocchi Coopmans de Yoldi
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