Lo scritto ripercorre gli anni del soggiorno a Napoli di Gabriele D’Annunzio, ricostruendone sia le vicende biografiche sia soprattutto il ruolo di intellettuale militante e di mediatore culturale che egli svolse nella circostanza, attraverso la messa in atto, in forme mai più esperite dopo, di un pieno coinvolgimento nella vita letteraria, artistica, giornalistica e editoriale della città. La partita doppia che ha corso tra lo scrittore e Napoli nel biennio 1891-1893 e che investe punti nevralgici dell’evoluzione letteraria italiana (e del suo rapporto con l’Europa) nella fase di trapasso tra la cultura di ispirazione positivistica e la diffusa circolazione di nuovi strumenti euristici è restituita mediante l’escussione di ricordi, immagini, testimonianze dell’autore stesso e dei suoi numerosi interlocutori ai quali è affidata la messa a fuoco degli episodi fondamentali della storia del D’Annunzio ‘napoletano’: dal capitolo della ricezione critica della sua opera (tra il 1891 e il 1893 vedono la luce libri capitali come L’Innocente, Giovanni Episcopo, Elegie romane, Odi Navali, Poema paradisiaco, Trionfo della morte), nel quale un lettore davvero d’eccezione come Vittorio Pica riveste un ruolo di primo piano, a quello delle collaborazioni giornalistiche al quotidiano «Il Mattino» (di cui sono testimoni Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao, Francesco Saverio Nitti e Benedetto Croce) e alla rivista «La Tavola rotonda», della quale lo scrittore stesso curò il fascicolo monografico intitolato D’Annunziana, sino alla partecipazione in veste di protagonista al dibattito italiano intorno a Wagner e Nietzsche (per quanto apparse sulla romana «Tribuna» tra il 23 luglio e il 9 agosto 1893, le tre puntate de Il caso Wagner appartengono di diritto al segmento napoletano della sua vicenda e danno conto del fatto che l’autore del Tristano un Isotta è entrato decisamente nell’orizzonte di D’Annunzio a Napoli, grazie alla frequentazione dei circoli wagneriani della città e soprattutto in virtù dello stretto collegamento che proprio da quel luogo lo scrittore sta istituendo con le punte più avanzate della cultura europea). This text looks into the years Gabriele D’Annunzio spent in Naples, studying both his life there and especially his role as militant intellectual and cultural intermediary which he played in those circumstances, in a manner which he never would again, with full involvement in the literary, artistic, journalistic and publishing life of the city. The double role which the writer played in Naples during the two years 1891-1893 and which touched on crucial issues in the development of Italian literature (and its relations to Europe) during the passage between a culture inspired by positivism and the spread of new heuristic tools is rendered here by an examination of memoirs, images, evidence of the author himself and the many people he dealt with, in order to focus on the main episodes of the history of D’Annunzio as a 'Neapolitan': from the chapter on the critical reception of his work (between 1891 and 1893 such decisive books as L’Innocente, Giovanni Episcopo, Elegie romane, Odi Navali, Poema paradisiaco, Trionfo della morte came out), where a truly exceptional reader such as Vittorio Pica plays a leading role, to the chapter on his writings for newspapers such as the daily «Il Mattino» (with the testimonies of Edoardo Scarfoglio and Matilde Serao, Francesco Saverio Nitti and Benedetto Croce) and to the magazine «La Tavola rotonda», for which D'Annunzio published a monograph with the title D’Annunziana, to the participation as a protagonist in the Italian debate on Wagner and Nietzsche (even though they came out on the Roman newspaper «Tribuna» between July 23 and August 9, 1893, the three installments of Il caso Wagner fully belong to the Neapolitan segment of his life, and show how the creator of Tristano un Isotta definitely fell within the horizon of D’Annunzio in Naples, since he associate with the Wagnerian circles of the city, and especially because of the close ties which the writer was developing at the time from Naples with the most advanced sectors of European culture).

D'Annunzio e Napoli: immagini, ricordi, testimonianze / A. Nozzoli. - STAMPA. - (2009), pp. 129-149.

D'Annunzio e Napoli: immagini, ricordi, testimonianze

NOZZOLI, ANNA
2009

Abstract

Lo scritto ripercorre gli anni del soggiorno a Napoli di Gabriele D’Annunzio, ricostruendone sia le vicende biografiche sia soprattutto il ruolo di intellettuale militante e di mediatore culturale che egli svolse nella circostanza, attraverso la messa in atto, in forme mai più esperite dopo, di un pieno coinvolgimento nella vita letteraria, artistica, giornalistica e editoriale della città. La partita doppia che ha corso tra lo scrittore e Napoli nel biennio 1891-1893 e che investe punti nevralgici dell’evoluzione letteraria italiana (e del suo rapporto con l’Europa) nella fase di trapasso tra la cultura di ispirazione positivistica e la diffusa circolazione di nuovi strumenti euristici è restituita mediante l’escussione di ricordi, immagini, testimonianze dell’autore stesso e dei suoi numerosi interlocutori ai quali è affidata la messa a fuoco degli episodi fondamentali della storia del D’Annunzio ‘napoletano’: dal capitolo della ricezione critica della sua opera (tra il 1891 e il 1893 vedono la luce libri capitali come L’Innocente, Giovanni Episcopo, Elegie romane, Odi Navali, Poema paradisiaco, Trionfo della morte), nel quale un lettore davvero d’eccezione come Vittorio Pica riveste un ruolo di primo piano, a quello delle collaborazioni giornalistiche al quotidiano «Il Mattino» (di cui sono testimoni Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao, Francesco Saverio Nitti e Benedetto Croce) e alla rivista «La Tavola rotonda», della quale lo scrittore stesso curò il fascicolo monografico intitolato D’Annunziana, sino alla partecipazione in veste di protagonista al dibattito italiano intorno a Wagner e Nietzsche (per quanto apparse sulla romana «Tribuna» tra il 23 luglio e il 9 agosto 1893, le tre puntate de Il caso Wagner appartengono di diritto al segmento napoletano della sua vicenda e danno conto del fatto che l’autore del Tristano un Isotta è entrato decisamente nell’orizzonte di D’Annunzio a Napoli, grazie alla frequentazione dei circoli wagneriani della città e soprattutto in virtù dello stretto collegamento che proprio da quel luogo lo scrittore sta istituendo con le punte più avanzate della cultura europea). This text looks into the years Gabriele D’Annunzio spent in Naples, studying both his life there and especially his role as militant intellectual and cultural intermediary which he played in those circumstances, in a manner which he never would again, with full involvement in the literary, artistic, journalistic and publishing life of the city. The double role which the writer played in Naples during the two years 1891-1893 and which touched on crucial issues in the development of Italian literature (and its relations to Europe) during the passage between a culture inspired by positivism and the spread of new heuristic tools is rendered here by an examination of memoirs, images, evidence of the author himself and the many people he dealt with, in order to focus on the main episodes of the history of D’Annunzio as a 'Neapolitan': from the chapter on the critical reception of his work (between 1891 and 1893 such decisive books as L’Innocente, Giovanni Episcopo, Elegie romane, Odi Navali, Poema paradisiaco, Trionfo della morte came out), where a truly exceptional reader such as Vittorio Pica plays a leading role, to the chapter on his writings for newspapers such as the daily «Il Mattino» (with the testimonies of Edoardo Scarfoglio and Matilde Serao, Francesco Saverio Nitti and Benedetto Croce) and to the magazine «La Tavola rotonda», for which D'Annunzio published a monograph with the title D’Annunziana, to the participation as a protagonist in the Italian debate on Wagner and Nietzsche (even though they came out on the Roman newspaper «Tribuna» between July 23 and August 9, 1893, the three installments of Il caso Wagner fully belong to the Neapolitan segment of his life, and show how the creator of Tristano un Isotta definitely fell within the horizon of D’Annunzio in Naples, since he associate with the Wagnerian circles of the city, and especially because of the close ties which the writer was developing at the time from Naples with the most advanced sectors of European culture).
9788820742591
9788820742591
Studi sulla letteratura italiana della modernità
129
149
A. Nozzoli
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