L’impianto di tesi nasce dal contatto tra il relatore e una nota multinazionale, una cui divisione (con unità locale con sede sul territorio italiano) è specializzata nella produzione di latte in polvere per neonati. L’unità locale è sottoposta a severi controlli, sia interni sia da parte dell’autorità sanitaria, volti a scongiurare il rischio di immettere sul mercato un prodotto contaminato dalla presenza di microorganismi appartenenti alla famiglia delle enterobatteriacee, che potrebbe rivelarsi dannoso se non letale per la salute dei neonati. L’Enterobacter Sakazakii è emerso solo recentemente come agente patogeno responsabile di casi di morte o malattie gravi (meningite nel 94% dei casi) nei bambini. Questo microorganismo ha un incidenza bassa ma le conseguenze di una sua infezione sono molto gravi. La popolazione colpita sono i bambini (sotto i 12 mesi di età) e tra questi i più suscettibili sono i neonati (< 28 giorni di vita), i nati pretermine con basso peso alla nascita e gli immuno-compromessi sotto i due mesi di vita. Questo microorganismo, insieme ad altri, si può annidare all’interno del latte in polvere, un prodotto che, a causa del processo produttivo con il quale è realizzato, non può essere reso completamente sterile. Così, la sicurezza microbiologica di tale prodotto richiede il rispetto rigoroso di buone prassi igieniche sia in fase di fabbricazione che in fase di utilizzo. La International Commission on Microbiological Specifications for Foods (ICMSF) ha proposto l’utilizzo dell’attribute sampling plan anche per quanto riguarda la produzione del latte in polvere ed ha fornito nel 1974 le linee guida per l’utilizzo di questo tipo di campionamento ed i criteri microbiologici che definiscono la qualità di un lotto. L’analisi delle informazioni derivanti da tali processi di campionamento è stata fino ad oggi affidata ad un prestigioso organismo europeo dedito al controllo di qualità in campo alimentare. La rilevanza dei controlli periodicamente effettuati (in termini di salvaguardia del fruitore del prodotto e, conseguentemente, in termini di immagine aziendale e sua capacità di produrre utili) ha indotto il management aziendale a sottoporre a detto organismo di controllo dei quesiti sulla qualità delle procedure di monitoraggio adottate e sulla fattibilità di un miglioramento delle stesse. La letteratura internazionale, sul tema, è stata approfonditamente analizzata senza trovare indicazioni utili a dare risposte soddisfacenti ai quesiti posti dall’azienda. Nel lavoro infatti si dimostra, sia tramite analisi teoriche sia tramite l’impiego di simulazioni, come alcune delle conclusioni oggetto di lavori di recente pubblicazione siano vere solo parzialmente. La candidata ha quindi proposto un approccio totalmente innovativo basato su complessi calcoli probabilistici che, sulla base di assunzioni assolutamente accettabili, riescono a fornire non solo le risposte ai quesiti posti dall’azienda ma anche ad altri importanti aspetti legati alla valutazione della qualità del processo produttivo. Il campo di applicazione della tesi è variegato in quanto, ai fini della risoluzione del problema, sono stati presi in considerazione elementi di campionamento, di probabilità e di statistica computazionale.

Evaluation of alternative sampling schemes for the detection of Enterobacter Sakazakii in the production of powdered infant formulae / G. Biagi. - (2014).

Evaluation of alternative sampling schemes for the detection of Enterobacter Sakazakii in the production of powdered infant formulae

BIAGI, GIULIA
2014

Abstract

L’impianto di tesi nasce dal contatto tra il relatore e una nota multinazionale, una cui divisione (con unità locale con sede sul territorio italiano) è specializzata nella produzione di latte in polvere per neonati. L’unità locale è sottoposta a severi controlli, sia interni sia da parte dell’autorità sanitaria, volti a scongiurare il rischio di immettere sul mercato un prodotto contaminato dalla presenza di microorganismi appartenenti alla famiglia delle enterobatteriacee, che potrebbe rivelarsi dannoso se non letale per la salute dei neonati. L’Enterobacter Sakazakii è emerso solo recentemente come agente patogeno responsabile di casi di morte o malattie gravi (meningite nel 94% dei casi) nei bambini. Questo microorganismo ha un incidenza bassa ma le conseguenze di una sua infezione sono molto gravi. La popolazione colpita sono i bambini (sotto i 12 mesi di età) e tra questi i più suscettibili sono i neonati (< 28 giorni di vita), i nati pretermine con basso peso alla nascita e gli immuno-compromessi sotto i due mesi di vita. Questo microorganismo, insieme ad altri, si può annidare all’interno del latte in polvere, un prodotto che, a causa del processo produttivo con il quale è realizzato, non può essere reso completamente sterile. Così, la sicurezza microbiologica di tale prodotto richiede il rispetto rigoroso di buone prassi igieniche sia in fase di fabbricazione che in fase di utilizzo. La International Commission on Microbiological Specifications for Foods (ICMSF) ha proposto l’utilizzo dell’attribute sampling plan anche per quanto riguarda la produzione del latte in polvere ed ha fornito nel 1974 le linee guida per l’utilizzo di questo tipo di campionamento ed i criteri microbiologici che definiscono la qualità di un lotto. L’analisi delle informazioni derivanti da tali processi di campionamento è stata fino ad oggi affidata ad un prestigioso organismo europeo dedito al controllo di qualità in campo alimentare. La rilevanza dei controlli periodicamente effettuati (in termini di salvaguardia del fruitore del prodotto e, conseguentemente, in termini di immagine aziendale e sua capacità di produrre utili) ha indotto il management aziendale a sottoporre a detto organismo di controllo dei quesiti sulla qualità delle procedure di monitoraggio adottate e sulla fattibilità di un miglioramento delle stesse. La letteratura internazionale, sul tema, è stata approfonditamente analizzata senza trovare indicazioni utili a dare risposte soddisfacenti ai quesiti posti dall’azienda. Nel lavoro infatti si dimostra, sia tramite analisi teoriche sia tramite l’impiego di simulazioni, come alcune delle conclusioni oggetto di lavori di recente pubblicazione siano vere solo parzialmente. La candidata ha quindi proposto un approccio totalmente innovativo basato su complessi calcoli probabilistici che, sulla base di assunzioni assolutamente accettabili, riescono a fornire non solo le risposte ai quesiti posti dall’azienda ma anche ad altri importanti aspetti legati alla valutazione della qualità del processo produttivo. Il campo di applicazione della tesi è variegato in quanto, ai fini della risoluzione del problema, sono stati presi in considerazione elementi di campionamento, di probabilità e di statistica computazionale.
B. Bertaccini
ITALIA
Goal 3: Good health and well-being for people
G. Biagi
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