Il saggio, partendo dal presupposto che storia letteraria e storia della stampa, secondo l'insegnamento di Carlo Dionisotti, non possono procedere separatamente, analizza le prefazioni di libri stampati a Firenze con dedica a Lorenzo de' Medici. Se ne deduce che Lorenzo, come si ricava ad esempio dalla dedica del Poliziano che precede il De re aedificatoria di Leon Battista Alberti, non fu il committente, cioè non pensò di utilizzare la stampa come mezzo di propaganda personale.E' vero invece che molti intendevano rendere omaggio a Lorenzo proprio attraverso la dedica di un libro a stampa, come si deduce dagli Opera omnia di Platone tradotti da Marsilio Ficino e finanziati da Filippo Valori e Francesco Berlinghieri, oppure dalle Orationes di Bartolomeo Fonzio o dal Diagolus de veris et salutaribus animi gaudiis di Matteo Bossi. Unica eccezione di Lorenzo come finanziatore fu la stampa di Plotino terminata il 7 maggio 1492, pochi giorni dopo la sua morte, a conferma del Lorenzo filosofo, teologo e uomo di forte spessore religioso. Ciò si accompagna con una caratteristica finora sottovalutata, cioè una percentuale molto alta di edizioni fiorentine di carattere religioso e di largo consumo, che bene si inquadrano nella svolta degli anni ’60, che doveva precludere alla stagione savonaroliana di fine secolo. The essay analizes the printed texts dedicated to Lorenzo de’ Medici, on the basis that the literary history and the history of the press cannot be separated, as Carlo Dionisotti teached. So Lorenzo de’ Medici was not the committent of books printed at Florence, as it is clear when Poliziano dedicated him the edition of Alberti’s De re aedificatoria. The intention was to pay hommage to Lorenzo, as it happens for the Plato’s Opera omnia, translated by Marsilio Ficino and payed by Filippo Valori and Francesco Berlinghieri, or for the Bartolomeo Fonzio’s Orationes or Matteo Bossi’s Dialogus de veris et salutaribus animi gaudiis. Only exception was the press of Plotino (7 may 1492), which took place few days after his death. Lorenzo probably became in the last years a theologe, a philosoph and a man of deep religiousness. The high production of religious incunables at Florence is to be considered inside the turning-point of sixty years of the XVth century, which preludes to the savonarolian age.

LE DEDICHE A LORENZO DE' MEDICI NELL'EDITORIA FIORENTINA / C. BIANCA. - STAMPA. - (2004), pp. 51-89.

LE DEDICHE A LORENZO DE' MEDICI NELL'EDITORIA FIORENTINA

BIANCA, CONCETTA
2004

Abstract

Il saggio, partendo dal presupposto che storia letteraria e storia della stampa, secondo l'insegnamento di Carlo Dionisotti, non possono procedere separatamente, analizza le prefazioni di libri stampati a Firenze con dedica a Lorenzo de' Medici. Se ne deduce che Lorenzo, come si ricava ad esempio dalla dedica del Poliziano che precede il De re aedificatoria di Leon Battista Alberti, non fu il committente, cioè non pensò di utilizzare la stampa come mezzo di propaganda personale.E' vero invece che molti intendevano rendere omaggio a Lorenzo proprio attraverso la dedica di un libro a stampa, come si deduce dagli Opera omnia di Platone tradotti da Marsilio Ficino e finanziati da Filippo Valori e Francesco Berlinghieri, oppure dalle Orationes di Bartolomeo Fonzio o dal Diagolus de veris et salutaribus animi gaudiis di Matteo Bossi. Unica eccezione di Lorenzo come finanziatore fu la stampa di Plotino terminata il 7 maggio 1492, pochi giorni dopo la sua morte, a conferma del Lorenzo filosofo, teologo e uomo di forte spessore religioso. Ciò si accompagna con una caratteristica finora sottovalutata, cioè una percentuale molto alta di edizioni fiorentine di carattere religioso e di largo consumo, che bene si inquadrano nella svolta degli anni ’60, che doveva precludere alla stagione savonaroliana di fine secolo. The essay analizes the printed texts dedicated to Lorenzo de’ Medici, on the basis that the literary history and the history of the press cannot be separated, as Carlo Dionisotti teached. So Lorenzo de’ Medici was not the committent of books printed at Florence, as it is clear when Poliziano dedicated him the edition of Alberti’s De re aedificatoria. The intention was to pay hommage to Lorenzo, as it happens for the Plato’s Opera omnia, translated by Marsilio Ficino and payed by Filippo Valori and Francesco Berlinghieri, or for the Bartolomeo Fonzio’s Orationes or Matteo Bossi’s Dialogus de veris et salutaribus animi gaudiis. Only exception was the press of Plotino (7 may 1492), which took place few days after his death. Lorenzo probably became in the last years a theologe, a philosoph and a man of deep religiousness. The high production of religious incunables at Florence is to be considered inside the turning-point of sixty years of the XVth century, which preludes to the savonarolian age.
8887541140
Laurentia Laurus. Per Mario Martelli
51
89
C. BIANCA
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