Nel 1990 il poeta portoghese Eugénio de Andrade, pseudonimo di José Fontinhas (1923-2005), intraprese l’unico viaggio in Oriente della sua vita, a Macao, durato tra l’altro solo pochi giorni. Eppure da quel viaggio scaturì un bellissimo “Quaderno” (edito in primis nel 1994 nella Revista de Cultura di Macao e nel 2002 nella veste di libro) intervallato da poesie, annotazioni discorsive e disegni che denotano il gusto estetico di Andrade, insieme all’osservazione della realtà. Nel 1990 anche Luigi Malerba, pseudonimo di Luigi Bonardi (1927-2008), si trovava a Macao quale meta, insieme a Hong Kong, del suo viaggio in Cina organizzato dal Sindacato degli scrittori e iniziato nel 1989 in compagnia di una delegazione di scrittori italiani per visitare la Cina nel periodo post-Mao. Nel 1993 uscì il diario Il viaggiatore sedentario in cui Malerba riunì le sue impressioni sul viaggio intrapreso che non ricalcano la tradizione del reportage giornalistico e nemmeno la scrittura di viaggio di antico e convenzionale stampo occidentale. Dallo studio dei due autori e dall’analisi soprattutto dei due testi letterari menzionati, il presente lavoro vuole cercare di comprendere lo sguardo orientale di Andrade e Malerba, il loro fascino verso la Cina, inserendo i due autori nel contesto portoghese e italiano della letteratura di viaggio della seconda metà del Novecento. In 1990 the Portuguese poet Eugénio de Andrade, pseudonym of José Fontinhas, embarked on his only journey in the East, Macao, that lasted few days. Nevertheless, during this journey he wrote a beautiful “Notebook” that was published first of all in 1994 into the Review of Culture of Macao and in 2002 as a book. The “Notebook” is spaced out by poems, discursive annotations and drawings that denote the aesthetic sense of Andrade, together with the reality observation. In 1990 Luigi Malerba, pseudonym of Luigi Bonardi, also was in Macao as destination, together with Hong Kong, of his journey in China that was organized by the Writers’ Syndicate and begun in 1989 with an Italian writers’ delegation to visit China in the post-Mao era. In 1993 was published his diary “Il viaggiatore sedentario” in which Malerba included his travel impressions that do not copy the tradition of journalistic reportage nor the ancient Western-style travel writing. Starting with the study of the two authors and the analyse of the two literary texts, the following work aims to reflect on the Eastern outlook of Eugénio de Andrade and Luigi Malerba, on their fascination with China, including the two authors in the Portuguese and Italian context of the travel literature in the second half of the 20th century.
L'indecifrabilità e illusorietà del reale: Eugénio de Andrade e Luigi Malerba / Michela Graziani. - STAMPA. - (2025), pp. 95-109.
L'indecifrabilità e illusorietà del reale: Eugénio de Andrade e Luigi Malerba
Michela Graziani
2025
Abstract
Nel 1990 il poeta portoghese Eugénio de Andrade, pseudonimo di José Fontinhas (1923-2005), intraprese l’unico viaggio in Oriente della sua vita, a Macao, durato tra l’altro solo pochi giorni. Eppure da quel viaggio scaturì un bellissimo “Quaderno” (edito in primis nel 1994 nella Revista de Cultura di Macao e nel 2002 nella veste di libro) intervallato da poesie, annotazioni discorsive e disegni che denotano il gusto estetico di Andrade, insieme all’osservazione della realtà. Nel 1990 anche Luigi Malerba, pseudonimo di Luigi Bonardi (1927-2008), si trovava a Macao quale meta, insieme a Hong Kong, del suo viaggio in Cina organizzato dal Sindacato degli scrittori e iniziato nel 1989 in compagnia di una delegazione di scrittori italiani per visitare la Cina nel periodo post-Mao. Nel 1993 uscì il diario Il viaggiatore sedentario in cui Malerba riunì le sue impressioni sul viaggio intrapreso che non ricalcano la tradizione del reportage giornalistico e nemmeno la scrittura di viaggio di antico e convenzionale stampo occidentale. Dallo studio dei due autori e dall’analisi soprattutto dei due testi letterari menzionati, il presente lavoro vuole cercare di comprendere lo sguardo orientale di Andrade e Malerba, il loro fascino verso la Cina, inserendo i due autori nel contesto portoghese e italiano della letteratura di viaggio della seconda metà del Novecento. In 1990 the Portuguese poet Eugénio de Andrade, pseudonym of José Fontinhas, embarked on his only journey in the East, Macao, that lasted few days. Nevertheless, during this journey he wrote a beautiful “Notebook” that was published first of all in 1994 into the Review of Culture of Macao and in 2002 as a book. The “Notebook” is spaced out by poems, discursive annotations and drawings that denote the aesthetic sense of Andrade, together with the reality observation. In 1990 Luigi Malerba, pseudonym of Luigi Bonardi, also was in Macao as destination, together with Hong Kong, of his journey in China that was organized by the Writers’ Syndicate and begun in 1989 with an Italian writers’ delegation to visit China in the post-Mao era. In 1993 was published his diary “Il viaggiatore sedentario” in which Malerba included his travel impressions that do not copy the tradition of journalistic reportage nor the ancient Western-style travel writing. Starting with the study of the two authors and the analyse of the two literary texts, the following work aims to reflect on the Eastern outlook of Eugénio de Andrade and Luigi Malerba, on their fascination with China, including the two authors in the Portuguese and Italian context of the travel literature in the second half of the 20th century.| File | Dimensione | Formato | |
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